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dal 1937 a Milano

Laboratorio artigianale di parrucche e infoltitori su misura, in capelli naturali di altissima qualità dal 1937.

La titolare e la parrucchiera vi seguiranno nella scelta dei capelli, dei materiali e della lavorazione più adatta per una completa personalizzazione e per offrirti il massimo comfort nell'utilizzo del prodotto scelto.
GUARDA: L'arte della Parrucca Artigianale

Chi Siamo

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La Nostra Storia

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Acquistiamo Capelli

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Detraibilità della parruca

Detraibilità della parruca

Curiosità

Curiosità

I nostri lavori

I nostri lavori

Uffici di Paride Parrucche

Uffici di Paride Parrucche

Chi Siamo

Paride Parrucche è un laboratorio artigianale storico nel centro di Milano nato nel 1937 per la creazione di parrucche a mano, su misura, con soli capelli naturali di altissima qualità.

Realizziamo parrucche per uomo e donna, toupet, riccioliere, code, infoltitori di ogni tipo e per ogni necessità.

Da noi è possibile ritrovare la propria capigliatura nei minimi dettagli (qualità, quantità e colore capelli, acconciatura, attaccature…) con il massimo comfort grazie all’utilizzo di materiali scelti, adatti anche a cuti sensibilizzate, e alle misure personalizzate.
La qualità dei materiali, la bellezza dei capelli, l’esperienza ed il servizio offerto rendono i nostri prodotti unici.
La presenza in sede di una parrucchiera specialista del settore arricchisce il servizio e garantisce la massima personalizzazione dei lavori.

Attestati

Attestati

Strumenti

Strumenti

La Nostra Storia

Nell’ottocento in Francia e poi sempre di più in tutta Europa, Italia compresa, fiorì un’arte i cui segreti si tramandavano di padre in figlio: mani esperte lavoravano capelli lunghi e sottili come seta per far belle le teste dei nobili di tutta Europa...
Oggi quell’arte fuori dal tempo esiste ancora, nel cuore di Milano.
Entrare nel laboratorio Paride Parrucche è come fare un salto indietro nel tempo: cardi, uncinetti, dita di ferro, pellicine ricavata dall’intestino di pecora (sottili e resistentissime per proteggere i dettagli più delicati), e tutta la tradizione di una lavorazione che va avanti da secoli.
Un gruppo affiatato e di grande esperienza vi accoglierà per risolvere le necessità di chi perde capelli per cause naturali o in seguito a particolari terapie, ma anche della donna che vuole cambiare look per partecipare ad una serata importante.
Forse non tutti sanno che per realizzare una parrucca occorrono dai cinque agli otto, quindici giorni; si parte dal tessuto in seta, cotone o tulle cinema per realizzare la calotta su misura, quindi si procede all’annodatura dei capelli con un particolare uncinetto ed infine si arriva alla realizzazione dell’acconciatura.
Visitando il laboratorio di via San Prospero, zona Cordusio, potrete trovare persone esperte e cortesi che sapranno consigliare la soluzione più adatta per risolvere il vostro problema.
Avrete comunque la garanzia che la parrucca sarà realizzata con estrema precisione utilizzando esclusivamente capelli naturai non trattati.
Vengono utilizzati capelli italiani, altrove introvabili.

Bottega storica del comune di Milano
Paride Parrucche è una Bottega storica del Comune di Milano:
con questo riconoscimento il Comune intende tutelare e difendere quelle attività commerciali ed artigiane aventi un forte radicamento urbano tale da conferire valenza di bene culturale per il territorio.

Bottega Storica dal 1937

Bottega Storica dal 1937

Atrio di Paride Parrucche

Atrio di Paride Parrucche

Ingresso di Paride Parrucche

Ingresso di Paride Parrucche

Curiosità: La leggenda vera dei Ciavelares, i mercanti di capelli

Elva (Cuneo) - Alla fine dell'Ottocento i "piemontesi", i primi raccoglitori di capelli in Italia a continuare una tradizione nata in Francia, arrivarono in Friuli. I "Cjavelars" - così li chiamavano in Friuli - pagavano bene, e chi abitava in montagna dove la miseria era più nera, era contento dell'affare. «Figlio di un cjavelar», si dice tuttora tra Codroipo, San Daniele e Tolmezzo, per insultare qualcuno con l'attribuzione di una paternità incerta. Un magistrato parruccone della Corte di Londra? Una "mademoiselle" francese? La moglie di un rabbino chassid in un villaggio della Polonia orientale? Che strada facevano le trecce raccolte?
Qualche anno fa in una sperduta valle ai confini della Francia, ad Elva, è stato aperto un museo unico al mondo: il museo dei capelli.
Elva per un secolo e mezzo era stato il baricentro internazionale del commercio di capelli. Il regno incantato de "li pelassiers". «Aspetti che vado a prendere le chiavi», fa il cuoco della locanda occitana "San Pancrazio", Edo Lorìa, cui è affidata la custodia del "Museo di pels".
Non passa molta gente a Elva, l'arrivo di visitatori fuori stagione è un evento, e si apre apposta per loro. Il museo sta in una casa ottocentesca di pietra e legno di larice aggrappata al pendio; la chiamano “Casa della Meridiana” per via dell'orologio solare sul muro maestro.
La porta in abete si apre cigolando e il signor Raina Pietro, classe 1870, della borgata Chiosso Superiore, compare nel buio del seminterrato sullo sfondo di una foto ingiallita dal tempo.

Capelli

Capelli

Trecce

Trecce

Baffi, giacca e cravatta, orologio a taschino con catena d' argento, si appoggia sul gomito destro a una stufetta in maiolica, e con la mano destra solleva un campione di capelli ondulati divisi per trecce e annodati assieme dalla parte della radice. Lo sguardo è serio, sabaudo, quasi militare; la mano ha il palmo verso l'alto e le dita sono aperte con una finta noncuranza che tradisce l'orgoglio di una professione e la fierezza di un benessere conquistato con ingegno e fatica.
Accanto alla foto, i ferri del mestiere: i pettini per districare, gli spuntoni per cardare, i catini per la lavatura, lo zaino-armadietto da portare sulla schiena, con gli oggetti "galeotti" per incantare le femmine e convincerle al fatal baratto: merletti, gioie, pizzi e foulard.
Fischia un po' di vento tra la stalla e il fienile, la Casa della Meridiana è piena di spifferi e sussurri che arrivano dal profondo del tempo, le voci dei trapassati che «copavan lo pel de las femna per far de perrucas». «Ah se mi faceva pena tagliare le trecce alle belle ragazze!», ricorda l'elvese Daniele Mattalia, classe 1897, in una testimonianza di trent'anni fa raccolta tra i documenti del museo. «Il nostro problema - spiegò il cacciatore di chiome a Ines Cavalcanti, studiosa di cose occitane - era di lasciare sulla testa delle ragazze solo più una corona di capelli. Le ragazze di dieci, dodici anni piangevano ma le madri avevano bisogno di soldi e ci facilitavano il lavoro. Quante trecce ho tagliato a Udine! Pagavamo cinque o dieci lire per treccia, ma le lire di allora valevano più dei biglietti da mille di adesso”.
Il miglior bacino di raccolta della merce era lì, tra Veneto e Friuli. In montagna, dove la miseria era nera e i prezzi d'acquisto migliori. Lì andavano i piemontesi, e lì le chiome erano anche più belle, perché il freddo e il parroco - tosti entrambi - obbligavano le ragazze a tenerle impacchettate nei fazzoletti, nascoste alla luce e agli occhi degli uomini. In Meridione i "pelassiers" non ci andavano nemmeno: i capelli delle "terrone" erano troppo setolosi per il mercato del Nord Europa; buoni al massimo per riempir cuscini.

Friuli e il Veneto avevano anche altri vantaggi: tante osterie per mangiare e buoni fienili per dormire. I raccoglitori di capelli non stavano mica in albergo. Viaggiavano in abiti di velluto, che si stropicciavano meno, e dopo cena chiedevano ospitalità ai contadini. Il loro materasso era il "paiòn", e loro si infilavano vestiti in un sacco che portavano sempre con sé e li aiutava a non sporcarsi troppo.
Pare che tutto sia cominciato per caso, alla fine del Settecento.
La leggenda dice che due elvesi andarono a Parigi portandosi dietro i capelli delle sorelle e fecero una tale fortuna che tutto il paese si decise a seguirli. La montagna italiana era fatta così, si inventava i mestieri più incredibili per far fruttare le stagioni morte. L' industriosità montanara era nomade e figlia dell'inverno. Ogni valle aveva i suoi mestieri, garantisce Fredo Valla, scrittore, regista e romantico conoscitore del mondo occitano attorno al Monviso. Nella Maira erano acciugai, bottai, sellai o suonatori di ghironda. In Varaita carbonai, ombrellai, arrotini; e molti finirono tassisti a Marsiglia. Val Chisone sfornava maître d' hotel; quelli della Valle Stura sapevano far ballare le marmotte. I biellesi della Valle Cervo costruivano cattedrali e imbastivano cappelli di coniglio per gli ebrei ortodossi. Da quando scoprì l'arte delle parrucche, Elva ebbe due raccolti l'anno: quello del fieno e quello dei capelli. Il secondo era un safari in piena regola. Gli uomini partivano alla fine di agosto, dopo la fienagione, erano almeno cinquecento, e nella stagione fredda si sparpagliavano in mezza Italia per la seconda falciatura. E così a Elva da settembre alla fine di aprile restavano solo le donne. I maschi tornavano entro il 12 maggio, festa del patrono Pancrazio e giorno del mercato dei capelli. Arrivavano carichi come muli. Uno non ci pensa, ma i capelli pesano come piombo. Un sacco arrivava fino a cinquanta chili ed era così prezioso che i piemontesi viaggiavano nel terrore di essere derubati. Per questo si spostavano insieme, e di notte si facevano turni di vedetta.
Quando vengono restaurate vecchie case quassù, si trovano spesso capelli dimenticati negli interstizi dei muri. Valevano così tanto che le donne li nascondevano, attorcigliati e legati come mazzetti di banconote. Persino l'oro costava meno: con dieci chili ben trattati di capelli potevi comprarti un appartamento. Il tipo biondo-cenere valeva ancora di più, perché poteva essere imbiancato e venduto ai lord inglesi per le loro parrucche da cerimonia.

Tratto da Paolo Rumiz, Repubblica, 2008.

Come si crea una parrucca

Come si crea una parrucca

Manichini

Manichini

Detraibilità fiscale della parrucca

Sono detraibili le spese sostenute per l'acquisto di una parrucca, che si è resa necessaria a seguito di un ciclo di chemioterapia o in caso di malattie ‘socialmente invalidanti’ quali ad esempio l’alopecia.

In questi casi, la parrucca ha la caratteristica di spesa sanitaria, in quanto corregge un danno estetico conseguente ad una patologia e, contemporaneamente, è di supporto in una condizione di grave disagio psicologico, beneficiando quindi dello sconto Irpef del 19%.

La parrucca è riconducibile nell'ambito dei dispositivi medici, così come previsto dal ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali (ora ministero della Salute): può essere considerato dispositivo medico qualsiasi strumento, apparecchio, usato da solo o in combinazione, destinato dal fabbricante ad essere impiegato nell'uomo a scopo di attenuazione di malattie o lesioni.

Pertanto, anche la parrucca può rientrare nel novero delle protesi sanitarie se fabbricata ed immessa in commercio dal fabbricante con la destinazione d'uso di dispositivo medico come sopra definito e, quindi, obbligatoriamente marcata CE a norma e per gli effetti della direttiva 93/42/CEE.

In caso di polizze sanitarie in essere, è consigliabile verificare con il proprio assicuratore la copertura prevista per protesi sanitarie e specificatamente per la parrucca a questi assimilata.

Strumenti di lavoro

Strumenti di lavoro

Laboratorio

Laboratorio

Acquistiamo Capelli

Hai capelli sani, belli e lunghi e hai deciso di darci un taglio? Sappi che se tagli almeno 35-40 cm hai un valore tra le mani! 
È assolutamente necessario che i capelli sino ben legati in cima e in coda (treccia).
La valutazione, personalizzata, dipende da qualità, lunghezza e peso.
I capelli più rari e di maggior quotazione sono i biondi platino naturali ed i capelli bianchi.

N.B. Per i capelli bianchi accettiamo lunghezze a partire dai 20 cm.

Chiedi una valutazione gratuita e senza impegno passando personalmente o inviando una mail con peso, cm tagliati o da tagliare e foto dei capelli a:
parideparrucche@gmail.com

Capelli biondi e castani

Capelli biondi e castani

Parrucca castana

Parrucca castana

Creazione di una parrucca

Creazione di una parrucca

I nostri lavori: lavorazione, riparazione e manutenzione

I segreti della lavorazione artigianale delle parrucche si sono tramandati nei secoli di padre in figlio e sopravvivono oggi nel laboratorio di Paride Parrucche.
Lavorazione ad uncinetto su seta e tulle, lavorazione su rete di cotone, tessitura su telaio a mano garantiscono ai nostri prodotti il massimo della leggerezza, della traspirazione e della naturalezza.
Le nostre parrucche possono essere riparate ed infoltite nel tempo se necessario, i capelli naturali possono essere tinti, piastrati, permanentati e trattati esattamente come fareste con i vostri.
Mettiamo le persone a proprio agio nel lavare ed acconciare a casa i propri lavori (ciascuno potrà continuare ad utilizzare lo shampoo ed i prodotti cui è abituato) e la scelta di una qualità di capello il più simile possibile a quella propria garantirà tutto l’agio e la facilità di acconciare i capelli come d’abitudine.
Siamo d’altro canto sempre disponibili ad effettuare servizi di lavaggio e piega presso il nostro atelier.

Parrucche per ogni esigenza

Parrucche per ogni esigenza

Parrucca bionda

Parrucca bionda

Parrucca castana

Parrucca castana

Ogni parrucca è unica e fatta a mano

Ogni parrucca è unica e fatta a mano

I nostri lavori

I nostri lavori

Tavolo di lavoro

Tavolo di lavoro

Capelli biondi e lisci

Capelli biondi e lisci

Lavoro esclusivamente artigianale

Lavoro esclusivamente artigianale

Il nostro laboratorio

Il nostro laboratorio

Creazione di una parrucca

Creazione di una parrucca

Paride Parrucche
Via San Prospero, 4
20121 Milano
Metro 1 Fermata: Cordusio

Tel/Fax +39.02.875787

Siamo aperti dal lunedì al venerdi
dalle ore 9:00 alle ore 17:30

Mail: parideparrucche@gmail.com

Via San Prospero, 4 Milano

Via San Prospero, 4 Milano

Dalla Stazione Centrale

Percorso 1
Usciti dalla Stazione Centrale recarsi in piazza Duca d'Aosta. Prendere l'autobus 60 (direzione Europa) per 3 fermate o l'autobus 33 (direzione Lambrate). Scendere alla fermata di Lima. Prendere la linea metropolitana 1 (rossa) direzione Bisceglie o Molino Dorino e scendere alla quinta fermata (Cordusio).

Percorso 2
Usciti dalla Stazione Centrale prendere la linea metropolitana 3 (gialla) direzione San Donato. Scendere alla quarta fermata (Duomo). Passare alla linea metropolitana 1. Prendere la metropolitana linea 1 (rossa) direzione Bisceglie o Molino Dorino e scendere alla prima fermata (Cordusio).

Da Malpensa

Il Malpensa Express collega il centro di Milano dalla stazione Cadorna con l'aeroporto di Malpensa Terminal 1, con treni in partenza ogni mezz'ora e un tempo di percorrenza di quaranta minuti. Giunti alla stazione di Cadorna prendere la linea metropolitana 1 (rossa) direzione Sesto per due fermate e scendere alla fermata di Cordusio.
Vi sono autobus che collegano la stazione Centrale con l'aeroporto di Malpensa Terminal 1 e 2. Scesi in stazione centrale seguire le indicazioni riportate in questa pagina.

Da Linate

L'aeroporto di Linate è collegato tramite pullman con Piazza San Babila; giunti in piazza San Babila prendere la linea metropolitana 1 (rossa) direzione Bisceglie o Molino Dorino e scendere alla seconda fermata (Cordusio).

Bottega Storica Paride Parrucche dal 1937

Bottega Storica Paride Parrucche dal 1937

TRASPORTI MILANESI

Sito dell'Azienda Trasporti Milanesi
Sito dell'Aeroporto Malpensa
Sito dell'Aeroporto Linate